Un libro scritto a cento mani

"Un libro scritto a “cento mani”, a distanza, insieme da studenti di seconda media e dai loro professori al tempo della scuola chiusa per il Coronavirus, per non darla vinta all’emergenza. E per provare a raccontare da casa a suon di poesie, disegni e pensieri come isolamento dalle giornate di scuola rimaste adesso “in sospeso” possa per la prima volta far sentire nell’animo tutti più vicini a ciò che fino a ieri si era solo studiato nei libri di Storia.”

Intervista doppia: Silvia Pascale e Salvatore Galvano

Due espertissimi nei loro rispettivi campi che mettono a frutto la loro esperienza e conoscenza in opere letterarie di tutto rispetto

Il TGCom24 dedica un articolo al nuovo progetto editoriale di Silvia Pascale

“Il coronavirus, infatti, non ha fermato la fantasia degli alunni. “‘Ora ci sentiamo isolati come Giovannino’, mi dicevano i ragazzi, ai quali – continua la professoressa Pascale – pesa loro questa condizione, spesso da figli unici, con il divieto di impegnarsi nelle loro attività extrascolastiche, di incontrare amici e cugini e soprattutto di non poter abbracciare i loro nonni. E hanno dato vita a un’altra attività che dallo schermo del pc ha coinvolto anche i loro genitori."

Esperienza personale

Sono Silvia Pascale docente di Lettere dell’IC 4 Stefanini di Treviso e in tutta questa corsa alla didattica on line e all’ansia da valutazione, lo stress per genitori, alunni e anche noi professori, desidero condividere un lavoro che stiamo costruendo con i miei ragazzi di 12 anni (2 classi di 2 Scuola secondaria di I Grado) con l’aiuto anche dei genitori.

Una trevigiana alla Sorbonne per non dimenticare la Shoah

"La vita delle persone a testimonianza della storia prima delle date e delle battaglie, dunque. Da qui il lavoro di ricerca storica compiuto sui diari dei soldati italiani deportati, sulle loro prigionie e per chi è sopravvissuto sul rientro traumatico."